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Haydn: The Creation

24 November 2003

Festival of music and sacred art, Rome


Luba Organosova, soprano

Herbert Lippert, tenor

Gerald Finley, bass

Nikolaus Harnoncourt

Wiener Philharmoniker

Arnold Schoenberg Choir

 

What the critics say

Mauro Mariani for Giornale della Musica

http://www.giornaledellamusica.it/rol/scheda.php?id=1361&ra&l=0

Ordine e trasparenza della "Creazione" di Harnoncourt

C'è ordine perfino nel primo numero della "Creazione", che pure è la "rappresentazione del caos", e nel secondo numero "disperazione, ira e terrore" sono appena un'ombra che passa veloce sul limpido mare della musica di Haydn. Trasparente e serena sono gli aggettivi più indicati per quest'esecuzione della "Creazione". Nell'immensa basilica di San Paolo fuori le Mura l'acustica non può essere ideale (ma almeno non c'è rimbombo) e il suono sembra giungere da molto lontano, eppure tutti i dettagli della partitura di Haydn giungono con sbalorditiva chiarezza: dopo tante altre esecuzioni, talvolta ottime, è un po' come immergersi per la prima volta in un terso mare tropicale e osservarne stupiti i fondali e i pesci colorati.


Sono in particolare i dettagli descrittivi che appaiono in nitido rilievo, come ingranditi dal vetro della maschera da sub che Nikolaus Harnoncourt ci ha messo sugli occhi. Queste miniature dal disegno netto e dai colori smaltati sono le pagine più vive di un'interpretazione che altrove, pur rimanendo sempre limpidissima, è sfiorata da un sospetto di scolasticità, in particolare quando Haydn stesso è poco ispirato dalle parti genericamente devote
del testo, come nel numero 4.


Ovviamente Harnoncourt evidenzia i riferimenti al modello handeliano (cori n. 10 e n. 16) ma per il resto non commette l'errore di barocchizzare Haydn e adotta un fraseggio ampio, regolare, simmetrico, come da stile classico. D'altronde
usa un'orchestra moderna, solo leggermente ridotta di numero. Che quest'orchestra sia quella dei Wiener Philharmoniker è fondamentale ai fini della qualità dell'esecuzione. Due o tre piccole imprecisioni servono a rassicurarci sulla sua natura umana. I solisti Liuba Orgonasova, Herbert Lippert (che sostituiva l'indisposto Michael Schade) e Gerald Finley e il meraviglioso Arnold Schoenberg Chor sono i degni partner di tale orchestra.